Il gioco patologico e le nuove dipendenze

Il gioco d’azzardo ha assunto le dimensioni di un’emergenza sociale, suscitando un crescente allarme anche nell’opinione pubblica, in seguito alla moltiplicazione dei punti di attrazione ormai alla portata di tutti, di persone di ogni età ed estrazione socio-culturale (gratta e vinci, poker on line, slot machine) al di là dei luoghi di ritrovo più tradizionali (casinò, bingo, sale da gioco e di scommesse).


Il gioco patologico e le altre forme di “nuove dipendenze” che si stanno diffondendo sempre più, come l’abuso di internet e il cyber-sex, hanno in comune il fatto di essere veicolate da canali pervasivi in grado di raggiungere in modo capillare il singolo individuo, che spesso non si accorge nemmeno di oltrepassare il labile confine che separa un interesse abituale da una dipendenza.


Quando il disturbo diventa conclamato, di solito per le gravi e alla lunga insostenibili conseguenze nella vita personale, relazionale, familiare, diventa indispensabile seguire un trattamento terapeutico e riabilitativo, senza il quale anche le migliori intenzioni di norma non bastano ad ottenere una guarigione duratura. Ma prima ancora un’adeguata sensibilizzazione pubblica a questi tipi di comportamento a rischio può svolgere una funzione preventiva o di avviamento alla cura, promuovendo la consapevolezza dei fattori di rischio sociali e culturali che possono essere disinnescati.