Sessualità nella terza età

C’è ancora una sessualità più avanti negli anni? Cosa succede quando la funzione biologica riproduttiva finisce? Innanzitutto bisogna sfatare un pregiudizio. A lungo si è creduto che anche la pulsione sessuale venga a cessare, e le manifestazioni sessuali nei vecchi sono state viste come anacronistiche, o addirittura indecenti e il segno di una perdita dei freni inibitori. Ma non è così. La sessualità continua in età anziana, anche in quella più avanzata, ed è ancora espressione di capacità di amare.

Le modificazioni fisiche ed ormonali determinate dall’avanzare dell’età non si trasformano affatto in modificazioni emotive ed affettive. Nonostantel’invecchiamento del corpo, non diminuisce il desiderio sessuale e anche la capacità fisiologica di soddisfarlo.

Recenti indagini hanno dimostrato che il 73,4% delle persone fra 61 e 70 anni e il 40% fra 71 e 80 svolge un’attività sessuale continuativa e soddisfacente. Cambiano la frequenza, i ritmi dei rapporti, vengono in primo piano l’affettività ed il sentimento piuttosto che la fisicità.

Vediamo più in particolare i cambiamenti e le risorse che permangono.

Nell’uomo i livelli ematici degli ormoni maschili rimangono praticamente invariati e l’eventuale diminuzione del tasso di testosterone, che è lenta e graduale, non condiziona l’esercizio della sessualità. L’erezione resta integra, anche se può presentarsi con un ritardo di qualche minuto, non essere pronta e immediata come nell’età giovanile, e può aver bisogno di maggiori stimolazioni tattili. Anche l’eiaculazione può essere ritardata o qualche volta assente, con un numero inferiore di contrazioni orgasmiche, che dalle 8-12 del giovane scendono a 5-6. Nell’anziano però aumenta il controllo dell’eiaculazione e può essere prolungato il tempo che intercorre tra eccitamento ed eiaculazione, quindi può crescere la durata e la sensazione di piacere sia per sé che per la sua compagna. In definitiva tra le cause che possono determinare difficoltà dell’erezione con il passare dell’età, la maggiore è la paura stessa di perderla, l’ansia da prestazione.

Nella donna il declino della produzione di ormoni femminili, in particolare estrogeni e progesterone, fa cessare il funzionamento delle ovaie e le mestruazioni, riduce l’elasticità della parete vaginale e la lubrificazione, e la maggiore secchezza talvolta può provocare fastidio o anche dolore alla penetrazione. Ma le modificazioni ormonali non sembrano di per sé avere un’influenza diretta sulla libido femminile

E’ vero, come confermano diverse ricerche, che le donne, con il passare del tempo, mostrano livelli di interesse e di attività sessuale inferiori agli uomini, ma probabilmente per motivi di ordine psicologico e sociale più che fisiologico, legati all’invecchiamento, allo sfiorire della bellezza, al non vedersi più desiderabili… I disturbi sia fisici che psicologici, come la depressione, tradizionalmente attribuiti alla menopausa non sono inevitabili nè irreversibili o intrattabili. E le ricerche più recenti hanno mostrato che negli ultimi quindici anni la vita sessuale femminile over sessanta e settanta è molto cresciuta, forse in relazione con i cambiamenti nel ruolo e nella libertà delle donne, meno condizionate oggi da un’educazione restrittiva rispetto al sesso.

Le donne addirittura testimoniano un maggiore appagamento sessuale, dato dalla conoscenza di sé e del proprio corpo, dalla consapevolezza nel vivere le dinamiche di coppia e dall’affettività. Le donne in buona salute che erano in grado di raggiungere l’orgasmo da giovani possono continuare a provare orgasmi fino ad un’età molto avanzata; anzi alcune donne sperimentano l’orgasmo per la prima volta proprio quando diventano anziane. Inoltre le donne anche in età avanzata possono avere orgasmi multipli, a differenza degli uomini, nei quali si allunga il cosiddetto periodo refrattario, l’intervallo di tempo che intercorre fra un coito e quello successivo.

Insomma, per entrambi i sessi il benessere sessuale in età anziana dipende dallo stato di salute generale della persona ma anche e soprattutto da come si è vissuta la sessualità nelle età precedenti, dalla continuità e dalla frequenza dei rapporti avuti in passato. Al benessere sessuale può contribuire un’evoluzione dell’attività sessuale nel senso di una maggiore importanza data agli aspetti qualitativi che a quelli qualitativi, alle manifestazioni ludiche e affettive relazionali: meno impulsività e più bisogno di tenerezza e di intimità, ricerca di condivisione e accettazione reciproca, di una comprensione più profonda. L’età avanzata può diventare l’occasione per rivedere o cambiare alcuni aspetti della propria vita sessuale, abbandonandosi ad una dimensione più erotica, armonica e spensierata, libera dalla paura di gravidanze, da ansie da prestazione, dal bisogno di fare bella figura.

Luigina Longhin

Riccardo Calzeroni