Ansia

  • Ansia

  • Attacchi di panico

  • Fobie

  • Ipocondria

  • Disturbo ossessivo- compulsivo

  • Disturbo post-traumatico da stress

L’ansia è un segnale d’allarme che si attiva nell’eventualità di un pericolo o di una sfida, reali o immaginari: in sé è un meccanismo fisiologico di difesa, analogo al sistema dello stress. L’organismo reagisce ad un’emergenza mobilitando le sue risorse fisiche e psichiche: l’aumento del battito cardiaco, della pressione sanguigna, della frequenza del respiro, la riduzione di attività non essenziali come la digestione, con il caratteristico senso di chiusura dello stomaco, sono gli effetti automatici della risposta del sistema nervoso simpatico e del rilascio di adrenalina e cortisolo, chiamato anche l’ormone dello stress. Se dobbiamo affrontare un esame o una gara importante, se cala improvvisamente la nebbia mentre percorriamo un sentiero di alta montagna, questo segnale che richiama tutta la nostra attenzione è normale e svolge una funzione utile di adattamento.


L’ansia è patologica quando ci assale senza che ci sia nessuna minaccia o sfida incombente, oppure quando acquista un’intensità sproporzionata al motivo che l’ha originata o dura anche oltre, diventando in certi casi addirittura cronica. Si parla allora di disturbo d’ansia generalizzata.

L’ansia patologica può anche assumere la forma di una fobia specifica contro un oggetto (persona, animale, cosa, situazione) che attira tutta la nostra paura, costringendoci ad assumere comportamenti di evitamento, a rinunciare alla nostra libertà d’azione e di movimento e a limitare il nostro campo di esperienza.

Nel caso dell’attacco di panico l’ansia ci travolge come un’onda incontenibile, con sensazioni fisiche così forti da farci temere di avere un infarto e di morire o che la nostra mente vada in pezzi.

L’ansia patologica può insinuarsi anche in comportamenti o pensieri che si impongono di continuo sfuggendo al nostro controllo e alla nostra volontà, come certi rituali (un’attenzione maniacale per l’ordine, la pulizia, e così via) o certe idee fisse nel disturbo ossessivo compulsivo.

L’ansia fuori misura, come tutte le reazioni autoimmunitarie eccessive, ha effetti controproducenti: riduce la concentrazione, appanna la lucidità, ostacola l’immaginazione creativa, impedisce di rilassarsi, disturba il sonno. Rende più difficile la vita per sé e in relazione agli altri. Anche in termini fisiologici danneggia l’organismo per la prolungata esposizione al cortisolo, causa di numerose malattie.

Normalmente da bambini ci esercitiamo a regolare l’ansia nell’interazione precoce con chi si prende cura di noi. Non sempre però l’ambiente familiare favorisce la sintonizzazione affettiva adeguata e può comparire un disturbo d’ansia prima o poi nella vita. Un percorso psicoterapeutico offre a qualunque età l’opportunità di fare un’esperienza relazionale riparativa, che permette di acquisire o recuperare una funzione regolativa dell’ansia, più duratura nel tempo di una terapia farmacologica che pure può essere necessaria nella fase più acuta.

Nell’ambiente protetto e protettivo della relazione con lo psicoterapeuta è possibile attraverso il racconto di sé esplorare il motivo, per lo più inconsapevole, che ci fa sentire in pericolo e ci mette in allarme: il suo potere di bloccarci nel vivere la nostra vita pienamente e nel realizzare le nostre aspirazioni più autentiche può essere dissolto riscrivendo il copione che ci ha condizionati dal passato e promuovendo la consapevolezza per cambiare.